domenica 5 febbraio 2012

SACCO E VANZETTI, IL RACCONTO DI UNA STORIA ITALIANA


Il mondo dell'arte, in passato, si è già ispirato alla vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due immigrati italiani anarchici, incriminati ingiustamente per rapina e omicidio e "giustiziati" nell'agosto del 1927. Nel 1971 Giuliano Montaldo portò sul grande schermo questo dramma dell'emigrazione, questa vergogna americana dettata dalla paura del diverso. I volti dei due anarchici erano quelli di Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla.

Ispirandosi a questo episodio, Moreno Betti della "Compagnia Teatrale Diesis Teatrango" dirige e interpreta  “Sacco e Vanzetti, il racconto di una storia italiana”. In scena quattro allievi, Eleonora Abate, Alessandro Badii, Maria Cristina Fineschi e Vanessa Torcasso, che hanno partecipato ai tre anni della “Scuola di Formazione dell’attore” presso il Teatro Comunale di Bucine (Ar). L’Atelier rappresenta un’occasione per gli allievi di misurarsi con la creazione di eventi da collocare nel panorama delle produzioni teatrali.

Spiega Moreno Betti: "Abbiamo voluto lavorare sulla storia del piemontese Bartolomeo Vanzetti e del pugliese Nicola Sacco per gli aspetti che le loro vicende rappresentano, validi e importanti ancora oggi, a quasi cent’anni di distanza: l’immigrazione, la giustizia, la pena di morte, la lotta per una causa che porta benefici a tutta l’umanità. Apporto importante per la ricerca ci è stato offerta dall’Associazione “Sacco e Vanzetti” di Torremaggiore (Foggia) paese natale di Nicola Sacco. Emigrare è di per se stesso un atto rivoluzionario, per cui pensiamo che, in un periodo in cui tutto sembra inamovibile per la presenza di poteri forti, sia un valido esempio di come, un’azione personale, possa rappresentare invece l’inizio di un cambiamento. Ed è per questo che troviamo tanta ostilità verso questa gente. Per questi motivi abbiamo ritenuto importante lavorare innanzitutto perché la loro azione, le loro vicende, le loro vite e i loro sacrifici non siano abbandonati all’oblio, che la memoria di essi sia ancora viva e che la loro storia sia raccontata a chi non la conosce ancora".

sabato 4 febbraio 2012

LANZONI-LIGUORI-SCAGLIA feat NICHOLAS MYERS


Dopo il felice esordio nel luglio 2011, si consolida la collaborazione tra "Fahrenheit Festival" e "Valdarno Jazz Festival" col concerto conclusivo, quello del 18 febbraio.

La consueta operazione promozionale nella quale, da anni è impegnata l’Associazione Valdarno Jazz a favore dei giovani musicisti italiani è ben rappresentata in questo concerto. Affiancati dall’esperienza consolidata del contrabbassista Gianmarco Scaglia, si esibirà sul palco delle Fornaci una formazione di assoluto livello, composta dal batterista valdarnese Giovanni Paolo Liguori, dal pianista fiorentino Alessandro Lanzoni che collabora con il batterista Roberto Gatto.


La neonata band ospiterà il giovane sassofonista newyorkese Nicholas Myers, vincitore dell’ultima edizione del concorso Urbani di Macerata.

Alessandro Lanzoni, pianoforte
Giovanni Paolo Liguori, batteria
Gianmarco Scaglia, contrabbasso
Guest: Nicholas Myers, sax tenore

DUE SORELLE - ORTENSIA & ANEMONE

Ortensia, spettrale e nero vestita, e Anemone, raggiante e coloratissima: due gemelle talmente diverse da  rappresentare gli opposti archetipi della femminilità. Introversione contro estroversione, profondità contro superficie, tanti problemi contro nessun problema. Ma con tutte le loro differenze, Ortensia e Anemone sono accomunate da un'esilarante capacità di raccontarsi, da una gustosissima rappresentazione-confessione della propria femminilità. E non solo. Si scoprirà che i ruoli si possono benissimo invertire: che la donna nera e la donna variopinta non sono due entità distinte, due estranee sorelle, ma le due facce della luna.





Reading teatrale di estratti dal testo "Manola" di Margaret Mazzantini con Chiara Luccianti e Chiara Renzi. Musiche eseguite dal vivo Aldo Gentileschi.

NOTE NOIRE

Quartetto che affronta un viaggio attraverso suoni e forme delle tradizioni zingare europee, dalle czardas ungheresi al valse musette, dallo swing alle hora rumene fino ai canti albanesi.

Questo eterogeneo panorama musicale che si estende dalla Francia ai Balcani fino ai paesi dell'Est europeo attraversando Alsazia, Ex-Jugoslavia, Albania, Serbia, Romania, viene amalgamato in una sonorità che è tipica dello swing manouche francese, in omaggio al musicista Django Reinhardt e al suo popolo, gli zingari, unici testimoni, ad oggi, della straordinaria varietà e ricchezza di linguaggi musicali che animano la cultura europea. Serena Moroni - Violino Roberto Beneventi - Fisarmonica Tommaso Papini - Chitarra Mirco Capecchi - Contrabbasso

MATTEO SALIMBENI E VANNI SANTONI


Un libro su Roberto Baggio è un'arma a doppio taglio. Personaggio enorme nel panorama calcistico mondiale, tormento ed estasi per milioni di tifosi, gioia e dolore di allenatori spesso alle prese con un fardello piuttosto che con un gioiello.

Ognuno di noi ha un ricordo di Roberto Baggio. Un ricordo che per vent’anni si è intrecciato alle nostre vite. Gol dopo gol. Mondiale dopo mondiale. E ognuno ha il suo Baggio. Per questo, una biografia non basta: per raccontare Baggio serve un romanzo. E servono due autori pieni di amore, per seguire le orme di Baggio da Firenze a Torino, da Milano a Bologna, da Brescia fino a Vicenza e Caldogno, dove tutto è cominciato. Questo è un viaggio alla ricerca del calciatore, dell’uomo, dell’icona, attraverso vent’anni di storia del calcio e dell’Italia.

"L'ascensione di Roberto Baggio" è un libro per calciofili, ma non solo. Per calciofili vintage, per nostalgici, per gente che preferisce Ameri a Failla, per chi crede ancora che la telecronaca si possa fare ad una sola voce, che non c'era bisogno di coniare il termine "ripartenza" quando "contropiede" andava benissimo. Il libro di questi due giovani autori toscani è per chi ama la prosa di Pastorin e Soriano.


Matteo Salimbeni è nato a Firenze nel 1982. Si diploma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. È fondatore della compagnia teatrale ExpoiTeatro ed è autore e drammaturgo di varie opere teatrali rappresentate in giro per l’Italia. Come narratore ha scritto per le riviste Mostro, Collettivomensa e Sic. È autore di due e-book su Zlatan Ibrahimovic e Giampaolo Pazzini, pubblicati con la New Editing Libri. È co-autore de lo ZenoBattaglia - il (primo e) novissimo dizionario di youtube.

Vanni Santoni è nato a Montevarchi nel 1978. Suoi racconti e reportage sono apparsi sui principali quotidiani nazionali e sulle maggiori webzine letterarie. Tiene una rubrica quotidiana e una settimanale sull’inserto toscano del Corriere della Sera. Ha pubblicato i libri "Personaggi precari" (RGB 2007), "Gli interessi in comune" (Feltrinelli 2008), "Se fossi fuoco arderei Firenze" (Laterza 2011). 

"L'ascensione di Roberto Baggio" è pubblicato da "Mattioli 1885" e i due autori saranno stimolati nella discussione da Stefano Beccastrini.

GIANLUCA MOROZZI

Gianluca Morozzi è uno scrittore bolognese 40enne. Autore molto prolifico, si divide tra la passione musicale e la narrativa.

Di se stesso racconta, un po’ a casaccio: "Ho studiato giurisprudenza senza nessunissimo motivo al mondo, sono fermo alla tesi da anni. Sono il più grande tifoso del Bologna mai esistito. Prima di perdere tragicamente i capelli, assomigliavo a Kabir Bedi interprete di Sandokan. Adesso, tristemente, assomiglio a Pancaro, l'ex terzino. Vivo circondato di fumetti Marvel e Dc, i fumetti continuano ad aumentare, a crescere, occupano tutti gli spazi, s'infilano dappertutto. La mia serie a fumetti preferita di tutti i tempi è The incredible Hulk, nei dodici anni in cui è stata scritta da Peter David. Sono alto un metro e ottantatrè, ma sulla carta d'identità mi attribuiscono un centimetro in meno. Ho un occhio bicolore, nel senso che nell'iride sinistra (marrone) c'è un visibilissimo spicchio azzurro. Cose che succedono. Il mio gruppo preferito di sempre sono gli Who. Il mio cantante preferito è Bruce Springsteen. Il mio gruppo italiano preferito sono gli Afterhours".

Il suo ultimo romanzo dal titolo "Chi non muore", come sempre pubblicato da Guanda, è di nuovo all'insegna di quell'humour nero che ci ha fatto apprezzare Morozzi in "Blackout".


In questo caso c'è una ventenne davvero caruccia, alcuni ex improponibili, mostruose coinquiline, una dark lady bisex, una vespa rubata, una tragedia familiare, un gay spassoso, un virtuoso delle tastiere, tanta musica e alcuni omicidi irrisolti.

Un po' scarna come descrizione, lo sappiamo. Ma se raccontiamo tutto, il libro chi lo compra?
Marco Paolucci introdurrà Gianluca Morozzi del quale è un accanito fan.

MARCO VICHI


Marco Vichi è considerato la punta di diamante del giallo "Made in Tuscany". Esordì il secolo scorso con "L’inquilino", ma ha poi legato il proprio nome soprattutto al Commissario Bordelli che nacque dalla sua penna nel 2002 e gli ha regalato fama internazionale. Negli anni, sempre protagonista Bordelli, Marco Vichi ha scritto "Una brutta faccenda", "Il nuovo venuto", "Morte a Firenze" (Premio Scerbanenco, Premio Rieti, Premio Camaiore) e alla fine del 2011 "La forza del destino" che l'autore presenterà al "Fahrenheit Festival".



Da tempo si parla di una trasposizione televisiva delle avventure del Commissario Bordelli e l'autore, intervistato di recente a Radio Rai, ha indicato in Favino o Panariello i papabili protagonisti del suo personaggio.

L'autore toscano sarà introdotto da Massimo Zanoccoli.