lunedì 30 maggio 2011

Gianmarco Scaglia - Originals

“Originals” è il progetto del contrabbassista Gianmarco Scaglia, accompagnato da Fabrizio Mocata al pianoforte, Giovanni Paolo Liguori alla batteria, Paul Victor Dabiré alle percussioni.


L’evento è un omaggio al contrabbasso dell’eclettico musicista emiliano, da anni attivo in Toscana, una sorta di originale autoritratto, a metà tra ragione e istinto, rigore e digressione, in un fluire di emozioni che si irradiano da un repertorio in cui ogni autore è fonte di ispirazione per Scaglia.


Contrabbassista di talento, maturo e intelligente, la sua anima esplorativa è lontana dai consueti cliché, ed è amalgamata con il desiderio di comunicare. Il suo live vuol trasmettere infatti un’energia sincera da donare a chi ascolta e vuole essere partecipe.

Sonacammanese

Il gruppo nasce nel 1985 dall'incontro di piu elementi che provengono da esperienze musicali diverse. Durante tutti questi anni la formazione, grazie alle molteplici esibizioni dal vivo, ha trovato una propria identità e una propria espressione musicale da trasmettere.



Per alcuni anni i Sonacammanese si sono dedicati ad altre esperienze artistiche, dalle quali è maturata l’idea di proporre un repertorio rinnovato e arricchito, in cui suoni e ritmi popolari di altre culture si fondono con quelli della Campania e con la canzone nobile d’autore.



Il concerto è un mix elegante delle selezioni piu avvincenti e coinvolgenti del repertorio partenopeo, condito con attenzione, leggerezza, rispetto e sorprendente ironia dalla vocalità e dalle poliritmie del floklore andino e sudamericano, dalle danze popolari afrolatine. L'andamento che ne consegue è vario, pieno di fascino e offre senza dubbio uno spettacolo autentico,di grande qualità musicale che arricchisce lo spettacolo e trascina il pubblico.



www.sonacammanese.com

Compongono il gruppo:

Giovanni Conversano (chitarra)
Gino Frattasio (chitarra)
Zaira Magurano (voce)
Paolo Casu (percussioni)

Œdipus&Elettra

Œdipus&Elettra nasce nell'estate del 2009. Alessio, Davide, Nikos ed Enrico danno vita ad un gruppo di elettricità ed atmosfere, talvolta grunge, talvolta noise, mescolate insieme a suoni più puliti ed orecchiabili.

Leonardo Pagliazzi

Leonardo Pagliazzi è un valdarnese, già autore ed attore per il teatro e il cabaret come solista e con il trio ITREMENTI (Zelig Lab, Teatro Blu).
"L'Italia finisce a Casalpusterlengo" è il suo romanzo d'esordio ed è pubblicato da "Liux Edizioni".

Leonardo ha deciso di donare la metà dei suoi diritti sulle opere letterarie all'associazione "Emergency Onlus".

"L'Italia finisce a Casalpusterlengo" è il viaggio di alcuni amici attraverso il nostro paese. Si tratta di uno sguardo disincantato sui trentenni di oggi attraverso la vicenda di Lorenzo, il protagonista. Ci sono quindi gli amici, la famiglia, gli odori, le auto, le fidanzate...

Eddy Cattaneo

Eddy Cattaneo scatta fotografie, suona una Gibson Les Paul, cucina ed è ingegnere ambientale. Vive tra Bergamo e Recco e ha compiuto quarant’anni in viaggio.

La strada, calpestata tutta, vissuta dal basso e nel sudore, inghiottita a bocca spalancata e braccia aperte, senza limiti di spazio nè di tempo, ma con una sola regola: non volare. Mondoviaterra parla del sogno di un bambino che divorava l’atlante, fare il giro del mondo senza prendere aerei, in solitaria. Un viaggio d’altri tempi, lento, a contatto con una terra costantemente sotto i piedi, raccontata in un diario acuto, ironico, poetico, una scia di briciole lunga 467 giorni e 108000 chilometri che rimane appiccicata addosso. Senza bucare il cielo.



Quarant’anni, ingegnere, casa in riviera, posto fisso e una relazione sentimentale stabile. Ma c’è la febbre. Eddy Cattaneo convive con la malattia dell’andare, che cova a lungo nascosta per poi esplodere. Molla tutto, si licenzia e parte. Inizia così il libro, con un taglio alla vita precedente, fatto con un semplice passo.
Esce, chiude la porta e il confine tra sè e il mondo è gia valicato, comincia il viaggio per unire il vialetto di casa con Karakorum e Amazzonia, Patagonia e moschee di fango, l’India, Samarcanda e Timbuktu, gli oceani. I mezzi utilizzati sono vari, autobus, treni, canoe, lunghi tragitti a piedi e passaggi in autostop, barche a vela, cargo mercantili, con acqua, acqua e solo acqua intorno. Ma mai un aereo. Mondoviaterra è un imbuto che raccoglie queste gocce di cammino, un diario scritto sulla strada, scarabocchiato tra fazzoletti di carta, tovaglioli e pagine di quaderno strappate, fresco, pieno di aneddoti esilaranti e passi poetici, scritti con la fluidità di una collana di caramelle, un caleidoscopio di sensi che rimbalzano in ogni pagina, tra ricette e canzoni, amori e polveri. Orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere vite, tutte diverse, tutte simili. Lungo un mondo via terra.

http://mondoviaterra.blogspot.com/

Andrea Bocconi

Andrea Bocconi vive ad Arezzo. Psicoterapeuta specialista in psicosintesi, è docente di scrittura presso la Scuola del Viaggio e Barnabooth.

Wu Ming 2

Wu Ming è un collettivo di scrittori che da un decennio regala ai lettori opere di estrema originalità. Quando scrivono in gruppo si firmano appunto Wu Min, mentre hanno scelto una numerazione per le loro opere individuali.

Wu Ming 2, al secolo Giovanni Cattabriga, ha scritto "Guerra agli Umani" (Einaudi - 2004) e "Il sentiero degli Dei" (Ediciclo - 2010).

www.wumingfoundation.com/index.htm




Alessandra Calanchi, un anno fa, su "Repubblica", scrive:

Wu Ming 2, già autore di Guerra agli umani (2003), torna al single con Il sentiero degli dei (Ediciclo Editore 2010, pp. 206), che riprende e ribadisce il percorso esistenzial-ambientalista già intrapreso attraverso il suo precedente protagonista e narratore, il giovane Marco che, sulle tracce del Walden di Thoreau (1854) e in anticipo rispetto al film Into the Wild di Sean Penn (2007), aveva deciso di abbandonare la città-Babilonia per ritrovare una dimensione più “umana”.
Il collettivo Wu Ming da un decennio non si limita a scrivere narrativa ma è contraddistinto da un forte impegno sociale e da un profondo senso di responsabilità civile. Promuove scelte ecologiste contro gli sprechi della carta e dell’acqua, e più in generale contro il consumismo. Il volume di Wu Ming 2, considerato dall’autore non tanto un romanzo quanto “una mano tesa al lettore, per invitarlo a camminare”, e corredato di mappe e numerose fotografie dei luoghi citati, esce in armonia con i suddetti princìpi nella collana “A passo d’uomo”, dedicata al racconto e alla descrizione di viaggi a piedi lungo antichi itinerari.
Gran parte del libro consiste nella descrizione del “cammino” che va da Bologna a Firenze, da Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, conosciuto con il nome di Via degli Dei. La trama si snoda intorno ad alcuni brevi racconti (i “Notturni”) e a considerazioni che messe insieme formulano un’esplicita denuncia delle emergenze ambientali che affliggono l’Appennino. Oggi, ci dice l’autore, tra Bologna e Firenze passano in media 47.000 veicoli al giorno. Al momento sono stati spesi 105 milioni di euro al km per risparmiare 21 minuti di viaggio. Lungo il percorso, esistono ecosistemi distrutti, compromessi anche dalla variante di valico, la cui compatibilità ambientale fu sancita nel 2001 dalle firme degli allora ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali nonostante un documento di 60 pagine pieno di dubbi e raccomandazioni
Fin dalla premessa, l’autore ci mette in guardia: “Se non vi piace attraversare i confini, camminare sui crinali e stare nei margini, temo che questo libro non faccia per voi.” Una frase a doppio senso che riecheggia quella di Guerra agli Umani: “Preferisco violare un confine piuttosto che tracciarlo”. Qui i confini non vengono né tracciati né violati, ma semplicemente attraversati: protagonista e lettore hanno l’opportunità di camminare sui crinali e nei margini, passando da un comune a un altro, da una provincia all’altra, consapevoli però che, come recita l’epigrafe di Eugenio Turri, “Ogni atto sul territorio è un atto politico”, a partire dal semplice atto di “camminare”, il titolo di un altro scritto di Thoreau, l’autore del citato Walden (Walking, 1861).
Ambientato nella decima estate del terzo millennio, il libro narra la vicenda di Gerolamo, che un bel giorno decide di recarsi da Bologna a Firenze a piedi percorrendo la Via degli Dei (una sorta di yellow brick road nostrana, sul modello del mago di Oz) anziché utilizzare la TAV. Cinque giorni contro trentacinque minuti: un viaggio on the road, guardando il mondo a 5 km l’ora, contro mezz’ora seduti in poltrona a sorseggiare spumante (se si è in prima classe), fissando alternativamente il finestrino e lo schermo di un computer.
Armato di zaino e di mappa satellitare, Gerolamo parte alla scoperta della “strada” per immergersi in un paesaggio che troppo spesso è cancellato dalla fretta e dalla velocità. Ecco che nasce così il diario di viaggio di Gerolamo/Wu Ming 2, che arricchendosi di storie si fa via via pretesto per parlare di scandali, morti sul lavoro, sorgenti che si seccano, in un caleidoscopio di immagini che comprendono fascisti e partigiani, la Vergine di San Luca e Veronica Lario, la memoria dell’acqua e le dendrofonie raccontate dal vento, e poi ancora mine e frane, Leonardo da Vinci e Walt Whitman, Kerouac e Win for Life. Il paesaggio è il grande protagonista e insieme la grande vittima di questo racconto, e Gerolamo ne diventa il fedele portavoce: comprende bene che può sembrare assurdo “rivendicare i diritti del faggio in un Paese dove contano poco i diritti degli stranieri, degli omosessuali e dei senzatetto. Ma in realtà la questione è sempre la stessa: si tratta di capire se l’Altro è solo un rumore di fondo oppure una voce che bisognerebbe ascoltare”.




Prime due pagine:

Nota dell’Autore
(alla maniera di Paco Ignacio Taibo II)
Una buona parte di questo libro consiste nella descrizione del cammino che va da Bologna a Firenze, da Piazza Maggiore a Piazza della Signoria, conosciuto con il nome di Via degli Dei. Tappa per tappa, il lettore può seguire il percorso e il camminatore arrivare a destinazione. C’è pure una scelta di foto scattate lungo il tragitto e una guida pratica per chi vorrà cimentarsi.
Mancano però le mappe topografiche al 25000 e il tono dei vari paragrafi è narrativo, partigiano e sentimentale. Sarebbe dunque difficile sostenere che questa è una guida per escursionisti.
Una buona parte di questo libro ha per protagonista un personaggio fittizio, con i suoi pensieri e le sue motivazioni. Alcune avventure che gli accadono sono frutto di invenzione, altre – le più numerose – si basano su fatti realmente accaduti. Tuttavia la trama del libro è il semplice susseguirsi dei passi e il protagonista è una mano tesa al lettore, per invitarlo a camminare. Sarebbe dunque molto difficile sostenere che questo è romanzo. Di certo, non è letteratura.
Cinque parti di questo libro sono racconti brevi (i “notturni”) che si possono leggere anche in maniera autonoma, e forse altre sezioni del testo hanno la stessa caratteristica.
Tuttavia, sarebbe difficile sostenere che questa è una raccolta di novelle.
Una buona parte di questo libro si basa sulle esperienze dell’autore lungo la Via degli Dei, che egli ha percorso in due occasioni: dal 25 al 29 settembre 2002 e dal 1 al 5 ottobre 2009.
Il cammino qui narrato, però, non corrisponde al resoconto di quelle giornate e molti argomenti contribuiscono a portarlo fuori strada. Sarebbe dunque difficile sostenere che questo è un diario di bordo.
Una buona parte di questo libro denuncia le “emergenze ambientali” che affliggono l’Appennino tra Bologna e Firenze, in particolare quelle legate ai lavori per il Treno ad Alta Velocità. In fondo al volume vengono citate tutte le fonti dei dati e delle affermazioni riportate.
Tuttavia, per quanto documentato, l’autore non è né un tecnico né un giornalista. Sarebbe dunque difficile affermare che questo è un saggio, un reportage o un’inchiesta.
Le cinque (o più) tappe della Via degli Dei attraversano due Regioni, due Province e quattordici comuni.
Se non vi piace attraversare i confini, camminare sui crinali e stare nei margini, temo che questo libro non faccia per voi.
In caso contrario, potreste provare a leggerlo, e trovarci dentro una guida per escursionisti, una raccolta di novelle, un diario di bordo, un saggio, un reportage, un inchiesta e chissà cos’altro.