Il mondo dell'arte, in passato, si è già ispirato alla vicenda di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due immigrati italiani anarchici, incriminati ingiustamente per rapina e omicidio e "giustiziati" nell'agosto del 1927. Nel 1971 Giuliano Montaldo portò sul grande schermo questo dramma dell'emigrazione, questa vergogna americana dettata dalla paura del diverso. I volti dei due anarchici erano quelli di Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla.
Ispirandosi a questo episodio, Moreno Betti della "Compagnia Teatrale Diesis Teatrango" dirige e interpreta “Sacco e Vanzetti, il racconto di una storia italiana”. In scena quattro allievi, Eleonora Abate,
Alessandro Badii, Maria Cristina Fineschi e Vanessa Torcasso, che hanno partecipato ai tre anni della “Scuola di
Formazione dell’attore” presso il Teatro Comunale di Bucine (Ar). L’Atelier
rappresenta un’occasione per gli allievi di misurarsi con la creazione di
eventi da collocare nel panorama delle produzioni teatrali.
Spiega Moreno Betti: "Abbiamo voluto lavorare sulla storia del piemontese Bartolomeo Vanzetti e del pugliese Nicola Sacco
per gli aspetti che le loro vicende rappresentano, validi e importanti ancora
oggi, a quasi cent’anni di distanza: l’immigrazione, la giustizia, la pena di
morte, la lotta per una causa che porta benefici a tutta l’umanità. Apporto
importante per la ricerca ci è stato offerta dall’Associazione “Sacco e
Vanzetti” di Torremaggiore (Foggia) paese natale di Nicola Sacco. Emigrare è di per se stesso un atto rivoluzionario, per cui pensiamo che, in un
periodo in cui tutto sembra inamovibile per la presenza di poteri forti, sia un
valido esempio di come, un’azione personale, possa rappresentare invece l’inizio
di un cambiamento. Ed è per questo che troviamo tanta ostilità verso questa
gente. Per questi motivi abbiamo ritenuto importante lavorare
innanzitutto perché la loro azione, le loro vicende, le loro vite e i loro
sacrifici non siano abbandonati all’oblio, che la memoria di essi sia ancora viva e che la loro storia sia raccontata
a chi non la conosce ancora".







