Federico
Pagliai è nato nel 1966 a La Lima, “il paese più all’ombra di
Italia”, vive tuttora sulla montagna pistoiese, storica zona di
confine e di confino dell’Appennino Tosco-Emiliano. Sceglie una
professione che gli consenta di non abbandonare la montagna natia per
scendere in città: diventa infermiere e poi volontario Corpo
Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Il suo
vivere sui crinali della montagna pistoiese non è un semplice atto
di residenza ma un percorso di vita all’insegna della ricerca,
apprezzamento e condivisione di quei valori antichi e genuini,
ritmati dal succedersi delle stagioni.Federico
ascolta l’istinto, proietta i sensi verso la vita dei montanini ed
i crinali della montagna pistoiese. Cammina. Cammina e via via su
block notes, raccoglie spunti, idee, colpi di occhio, pennellate di
gente e di posti.Così,
e non potrebbe essere diversamente, nascono i suoi libri.
Federico
ha già pubblicato I miei crinali (2008, Pacini Fazzi Editore)
e Rughe da salita (2011, Biblioteca dell’Immagine).
Il suo
terzo libro, pubblicato da "Ouverture Edizioni", s'intitola
"Come un filo che pende" e narra la
vicenda di Gildo, ultimo contadino della montagna pistoiese,
ripercorsa attraverso esperienze, storie e ricordi raccolti dalla
penna di Federico, giovane legato alla montagna e alle proprie radici
che vuole tenere vive e riscoprire per non perderle del tutto.
Storia
di un incontro tra generazioni ma anche storia dello sviluppo, spesso
avventato, di una comunità.
Andare
a lavorare in fabbrica e abbandonare i vecchi mestieri di bosco, di
bestie e di campo o continuare a vivere in montagna in simbiosi con i
ritmi dettati dalle stagioni? Bivio che divide e che costruisce nuove
realtà sociali.
Attraverso
i racconti di questo libro sarà possibile tornare a vivere un tempo
in cui la vita degli uomini scorreva in simbiosi con una natura forte
e fiera, un altro mondo così diverso da quello di oggi.
Matteo Serafin
dialogherà con Federico Pagliai.

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