sabato 4 febbraio 2012

LUCA GIORGI


Luca Giorgi nasce il 14 febbraio 1960 a Pisa. L’evidente disarmonia presente nella particolare congiunzione cronogeografica (un giorno pieno di significati/una città priva di senso) infligge per sempre al suo temperamento (già provato da 16 ore di travaglio di parto) quella dominante ondivaga e saturnina che guiderà le sue scelte dalla culla in su. A conferma di ciò, dopo una maturità scientifica scontata e decorosa, trasporta il suo bagaglio di dubbi dalla facoltà di medicina a quella di architettura fino a un’anonima scuola fiorentina di grafica pubblicitaria che avrà il solo merito di fargli venire in uggia la vile vita di provincia per spingerlo a spostare la sua ansia e il suo talento nel paese dei creativi. A Milano vive e lavora quattro anni incolori e nervosi come la città, zompando dal package design alla calligrafia col pennello cinese finché l’inquietudine non lo riporta a Lucca dove fonda, verso la fine del secolo, l’agenzia pubblicitaria Lindbergh della quale è, a tutt’oggi e a seconda delle necessità e dell’estro, socio, copywriter, graphic designer o direttore creativo. Arrivato in buona salute al compimento dei cinquant’anni, consapevole di una robusta erudizione, di una meritata voglia di proscenio e soprattutto spinto dalla volontà di salvare dall’oblio i libri più meritevoli di essere letti, decide di dare alle stampe l’opera che lo ripagherà da mezzo secolo di scontento.
Cosa ha fatto quest'uomo per meritare di calcare il prestigioso palco del "Fahrenheit Festival"? A parte aver scritto questa divina nota autobiografica, ha dimostrato di conoscere a fondo il mondo dell'editoria italiana, i suoi meccanismi, l'idiozia di autori, lettori, case editrici e tutta la filiera che intercorre tra un'idea senza senso e il momento dell'acquisto insensato. 

Luca Giorgi merita un monumento soprattutto da parte dei librai che sono stritolati da richieste circa zen e l'arte di fare qualsiasi cosa. Eppoi diete associate, dissociate, consociate, sociate, ociate, ciate, iate, ate, te, e. Quindi ricettari inutili con cuochi inutili, foto inutili, didascalie inutili e ingredienti inutili. Eppoi assassini e investigatori il cui cognome termina in "sson" e dopo il settimo personaggio il cui cognome termina in "sson", il lettore con QI pari a 80, deve rileggere da capo il thriller perché ha perso il filo. Senza dimenticare tutta la carta sprecata per scrivere di animali che non hanno nulla di eccezionale, a parte un padrone rompi palle che non ha altro da fare che scrutarli in ogni momento della giornata. Queste povere bestie pensano solo una cosa, ne siamo certi: "Nemmeno dentro al cesso, possiedo un mio momento".

 
Luca Giorgi saprà illustrare "Il libro dei libri" in maniera senz'altro più divertente e approfondita di quanto abbiamo saputo fare noi e questo è il motivo per cui vale la pena uscire di casa, sabato 18 febbraio alle 21, e godere del tepore dell'Auditorium Le Fornaci

Il "Libro dei libri" è edito da Mattioli 1885 e  a discorrere con Luca Giorgi ci sarà Alessandro Tempi.

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